PRATICHE ESPRESSIVE E CONDUTTORI

A completamento della maggior parte dei temi affrontati dai relatori e dalle relatrici, i laboratori condotti da Marta Pesamosca e Leonardo Chiti (laddove non curati direttamente dall’artista Mona Lisa Tina e dall’artista Matia Chincarini) traducono la riflessione teorica in esperienza viva. Sviluppati secondo un approccio e un linguaggio multidimensionale, non sono semplici attività creative, ma veri e propri dispositivi di sblocco: attraverso l’incontro tra materia, segno e parola, le pratiche espressive offrono alle partecipanti gli strumenti concreti per attraversare i nodi del vissuto, superare i confini verbali e rimettere il processo al centro.

Marta Pesamosca

→ Laureata in architettura, mediatrice artistica e arte terapeuta

Pratiche espressive:

Ricamo intuitivo_Impossibilia

→ Il ricamo botanico intuitivo

Non è un esercizio di decorazione accademica, ma un atto di ascolto profondo della natura dentro di sé. Utilizzando ago e filo su tessuti, la pratica invita a tradurre le suggestioni del paesaggio (le venature di una foglia, la forma di un petalo, la resistenza di uno stelo) in tracce tessili. L’ago diventa uno strumento di precisione che costringe la mano a rallentare, a fare i conti con il tempo lento della materia e a dare corpo e forma visiva alle proprie connessioni interiori con il contesto.

Disegno astratto_Impossibilia

→ Il disegno astratto

Viene utilizzato come spazio di libertà e di sblocco espressivo, slegato dalla ricerca della perfezione formale o della rappresentazione realistica. Attraverso segni, campiture di colore e geometrie istintive, la pratica permette di dare voce alle emozioni e ai pensieri che sfuggono alla logica verbale. È un esercizio di improvvisazione visiva che allena la mente ad abitare l’incertezza e a trovare un ordine intimo e personale sulla superficie del foglio.

Autoritratto Tessile_Impossibilia

→ L’autoritratto tessile

Ribalta l’idea classica del ritratto visivo, sostituendo i pigmenti con tessuti, fili, ritagli e sovrapposizioni tattili. Questa pratica trasforma la stoffa in una seconda pelle su cui cucire, strappare e ricomporre la propria identità. Lavorare con la consistenza dei materiali consente di mappare il proprio spazio emotivo, dando fisicità e consistenza ai propri confini personali, alle vulnerabilità e alle trasformazioni in atto.

Collage_Impossibilia

→ Il collage

Attraverso il gesto di strappare e assemblare materiali differenti, dà vita a una potente mappa di significati. Non si tratta di una semplice decorazione: l’inserimento di ritagli esterni rompe la continuità dell’immagine originale per creare un dialogo continuo tra il mondo interno e quello esterno, moltiplicando i punti di vista e le storie. L’azione fisica dello strappo diventa un gesto di rottura e di liberazione dagli schemi, mentre i frammenti agiscono come simboli e segnaletiche per dare profondità concettuale, abbracciare l’immaginazione e codificare i messaggi non detti.

Leonardo Chiti

→ Formatore ed insegnante di scrittura creativa

Pratiche espressive:

Fotopoesia_Impossibilia

→ La fotopoesia

È un dispositivo di indagine che unisce l’immagine fotografica alla scrittura poetica. La pratica consiste nell’’ascoltare’ un’immagine, spesso frammentata o estrapolata dal reale, per farne emergere la voce nascosta. Attraverso questo cortocircuito tra visivo e verbale, le partecipanti imparano a guardare oltre la superficie delle cose, traducendo le soglie interiori e i confini dell’identità in versi essenziali e immagini cariche di senso.

Caviardage_Impossibilia

→ La scrittura creativa poetica

Viene esplorata come uno spazio di sottrazione radicale. Attraverso tecniche specifiche come il Metodo Caviardage®, si parte da pagine già scritte (per esempio vecchi libri o fogli di giornale) per isolare le parole che risuonano con il proprio flusso interiore, cancellando tutto il resto. È un processo di estrazione poetica che libera la voce autentica dal rumore di fondo della sovrapproduzione verbale, insegnando a far emergere ciò che solitamente resta sommerso.

Scrittura Autobiografica_Impossibilia

→ La scrittura autobiografica

È uno strumento di cura e di ricomposizione della propria storia personale. La pagina bianca diventa un territorio sicuro in cui il ricordo si fa materiale plastico, narrativo e condiviso. Guidata dalla ricerca di un’essenzialità priva di effetti speciali, questa pratica aiuta a dare ordine al vissuto, trasformando le tracce del passato in testimonianze vive e strumenti di consapevolezza per il presente.

Scrittura digitale_Impossibilia

→ La progettazione digitale e la scrittura poetica digitale

In un’epoca dominata dal flusso continuo e frammentato della tecnologia, la progettazione digitale viene reinterpretata attraverso una lente espressiva e riflessiva. Questa pratica utilizza i linguaggi digitali non per inseguire la performance o la velocità, ma come campi di indagine in cui la scrittura e il segno si fondono con i media, offrendo alle partecipanti strumenti critici e creativi per riappropriarsi della propria soggettività nello spazio online.