
Ci si abitua molto rapidamente a riconoscere ciò che funziona, a ripeterlo, a renderlo efficiente. Anche la creatività, paradossalmente, rischia di entrare nella stessa logica, cioè viene richiesta come competenza, misurata attraverso i risultati, associata alla capacità di produrre qualcosa di nuovo, utile, possibilmente in poco tempo.
Ma che cosa rimane della creatività quando viene separata dalla possibilità di cercare, di non sapere subito, di cambiare direzione, di fare esperienza di qualcosa che non avevamo previsto?
Questa masterclass nasce dal desiderio di riportare la creatività a una dimensione più ampia, non soltanto artistica e non soltanto produttiva, ma profondamente legata al modo in cui pensiamo, scegliamo e abitiamo la nostra esperienza.

Cosa vivremo insieme
Durante l’incontro esploreremo che cosa significa esercitare la possibilità in un mondo che tende a renderci prevedibili, e perché ciò che è possibile non coincide semplicemente con ciò che sappiamo già fare. Molto spesso, infatti, definiamo il nostro campo d’azione a partire dalle competenze che possediamo, dai ruoli che abbiamo costruito, dalle immagini che abbiamo consolidato di noi stesse. La creatività può invece diventare un modo per riaprire quella definizione, senza doverla distruggere, e per scoprire alternative che non erano ancora entrate nel nostro campo visivo.
Ci fermeremo anche su una distinzione che consideriamo fondamentale: creatività, arte ed espressività non sono la stessa cosa. Comprenderne le differenze permette di liberare il gesto creativo dall’idea che per esprimersi sia necessario essere artisti, possedere una particolare tecnica o arrivare necessariamente a un prodotto esteticamente riuscito.
Entreremo anche in uno dei nuclei più importanti della masterclass: che cosa cambia quando togliamo il risultato dal centro. Non si rinuncia alla qualità, ma si recupera tutto ciò che normalmente scompare quando guardiamo soltanto ciò che abbiamo ottenuto.
Infine parleremo del passaggio dal pensiero alla materia, di ciò che accade quando un’idea deve incontrare la concretezza del gesto creativo. La materia non esegue semplicemente ciò che abbiamo già deciso, ma spesso ci contraddice e ci costringe a vedere qualcosa che il pensiero, da solo, non aveva previsto.
Per chi è pensata?
Sarà una masterclass dedicata a chi sente il bisogno di recuperare un rapporto meno automatico con la propria creatività, ma anche a chi lavora nella didattica, nella relazione, nella cura, nell’educazione, nella formazione o in contesti professionali e aziendali e desidera interrogarsi su come costruire spazi in cui possano ancora esistere ricerca, sperimentazione e libertà.
In particolare, è pensata per:
- Professioniste in ambito didattico, educativo, della formazione, della cura e della relazione: chi lavora con altre persone e intende interrogarsi su come costruire contesti e contesti lavorativi capaci di lasciare spazio alla ricerca, alla sperimentazione, all’ascolto e alla libertà.
- Persone in cerca di nuovi punti di vista: chi desidera superare i limiti definiti dalle sole competenze già acquisite, dai ruoli ricoperti o da abitudini e immagini consolidate di sé.
- Chi vuole sganciare la creatività dall’obbligo del risultato: persone che desiderano liberarsi dalla pressione del dover ‘produrre qualcosa di bello, utile o efficiente’ a tutti i costi, spostando l’attenzione sul valore del processo, della materia e dell’imperfezione.
- Chi desidera uno spazio per tornare a pensare diversamente: chi sente il bisogno di esercitare uno sguardo non rassegnato all’ovvio o alla prevedibilità, per esplorare possibilità e strade non ancora previste.
Non si tratta di una lezione con regole per ‘diventare più creativi’ o acquisire tecniche artistiche, ma di un’esperienza immersiva volta a comprendere le condizioni e i presupposti che rendono davvero possibile la creatività e la ricerca personale.

Chi ti condurrà in questa masterclass?
- MANUELA LIMONTA:
filosofa, consulente filosofica ed artista
Si occupa di divulgazione, diffusione culturale e crescita personale, professionale e sociale. All’interno della masterclass porta la sua visione della filosofia pratica come ecologia del pensiero e cura dello sguardo.
- MARTA PESAMOSCA
laureata in architettura, arteterapeuta e mediatrice artistica.
Porta in questo percorso l’esperienza della progettazione sostenibile e dell’art empowerment. Il suo ruolo è quello di creare lo spazio fisico ed emotivo necessario per sbloccare i nodi (relazionali, lavorativi o creativi) e trasformarli in azione attraverso il gesto.
- LEONARDO CHITI:
formatore, consulente digitale e imprenditore culturale e creativo.
Insegnante di scrittura creativa ed esperto in semantica, mette al servizio della masterclass la sua capacità di gestione dei contenuti. Il suo lavoro consiste nel darti gli strumenti adatti per veicolare la tua visione personale e professionale, strutturando una comunicazione che abbia efficacia e profondità.

> Quando: lunedì 12 ottobre
> Orario: dalle 21.00 alle 22.00
> Dove: diretta online su Zoom (riceverai il link via mail subito dopo l’iscrizione)
Se non potrai essere con noi in diretta, la Masterclass sarà registrata e inviata a tutte le iscritte, così potrai seguirla nei tuoi tempi e con il tuo ritmo.
Questa Masterclass sarà un assaggio concreto di IMPOSSIBILIA, uno spazio esperienziale tra arte, creatività ed espressività che si terrà presso l’Urban Center di Trieste, sabato 14 e domenica 15 novembre 2026, e contemporaneamente, in diretta streaming.
IMPOSSIBILIA nasce come laboratorio di innovazione sociale, formazione esperienziale e welfare trasversale, pensato per offrire strumenti concreti di sosta generativa, prevenzione del burnout ed ecologia del pensiero attraverso una pluralità di linguaggi espressivi e multidisciplinari.
“Non si tratta solo di creare. Si tratta di trasformare”.
Ti aspettiamo per abitare questo spazio e questo tempo insieme!